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06/10/2014 - "La ricerca optometrica e la sua rilevanza clinica"

...della correzione ottica, sull’importanza dei test di lettura, sulla gestione dei pazienti con problemi di occhio secco e su come includere il controllo della progressione miopica nella propria attività optometrica. L’aspetto innovativo più rilevante del primo congresso dell’IRSOO è che forse per la prima volta in Italia un congresso è stato basato essenzialmente su lavori sperimentali effettuati sul posto, piuttosto che su riportare i risultati dei lavori fatti in altre parti del mondo. Tutto ciò è stato possibile perché finalmente si è cominciato a fare ricerca optometrica anche in Italia; non soltanto all’IRSOO naturalmente, ma anche nei corsi universitari, dove la ricerca è istituzionale. I giovani neo optometristi, o in procinto di diventarlo, hanno presentato i loro lavori sperimentali originali, che sono stati poi commentati e discussi dai loro docenti e da relatori professionisti ed esperti ben noti nel nostro ambiente, che hanno cercato di evidenziare come i temi trattati possano influenzare la pratica optometrica quotidiana, realizzando in tal modo lo spirito del congresso, così come indicato dalla stesso titolo: “La ricerca optometrica e la sua rilevanza clinica”. Da segnalare ancora la formula innovativa adottata per la realizzazione delle varie sessioni nelle quali era stato diviso il congresso, ognuna delle quali terminava con una tavola rotonda con conduttore, aperta agli interventi dalla platea dei partecipanti e dedicata alla discussione e all’approfondimento di temi “caldi” dell’attività clinica di tutti i giorni, dai quali sono scaturiti indicazioni, idee, spunti e suggerimenti da applicare nella pratica giornaliera. Innovativo anche il volumetto degli atti del congresso organizzato in modo tale da poter costituire uno strumento di lavoro durante lo svolgimento dell’evento e un manuale di studio e approfondimento dei temi trattati, in tempi successivi. Infine la puntualità, un pregio a torto poco ricercato e apprezzato in Italia; inizio con soli otto minuti di ritardo, rispetto della durata prevista per le singole sessioni e termine all’orario prefissato. Questo congresso ha rappresentato il naturale sviluppo e complemento del convegno dedicato ad Antonio Madesani (docente 'storico' molto apprezzato da chi lo ha conosciuto, recentemente e prematuramente scomparso), svolto la scorsa primavera, in cui gli studenti dell’ultimo anno dei corsi di Optometria dell’IRSOO avevano presentato i loro lavori di ricerca ai colleghi più giovani. Il livello delle relazioni era stato tale da far nascere il desiderio di condividere questa positiva esperienza non solo fra gli studenti e i docenti attualmente a scuola, ma anche con i colleghi che, usciti dall’ambiente didattico, si dedicano esclusivamente all’attività di optometrista e di ottico nell’ambito clinico. I giovani relatori, tutti appena laureati o diplomati o in procinto di esserlo, sono stati i veri protagonisti del Congresso del 6 ottobre, a fianco di un nutrito panel di docenti ed esperti: Laura Boccardo, Antonio Calossi, Fabio Casalboni, Carlo Falleni, Alessandro Fossetti, Mauro Frisani, Giovanni Giacomelli, Luigi Lupelli, Silvio Maffioletti, Angie Minichiello, Luciano Parenti, Salvatore Pintus, Anto Rossetti, Paolo Soragni, Paolo Sostegni, Roberto Volpe e Fabrizio Zeri. Nella prima sessione, dedicata al comfort della correzione ottic...


Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Gennaio-Marzo 2015

...zione ottica Calendario incontri 11-12/01/2015; 08-09/02/2015; 08-09/03/2015 L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Tre incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...


Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Maggio-Giugno 2015

...zione ottica. Perché questo corso L’esame oggettivo e soggettivo della refrazione è il pilastro della pratica optometrica, l’attività di fondamentale importanza per il corretto trattamento del soggetto ametrope. Soltanto da un esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge lo scopo di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le tecniche patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria o sulla refrazione, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 03-04/05/2015; 24-25/05/2015; 21-22/06/2015 (Modulo del Corso Sinottico di Optometria Clinica) L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Tre incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...

Prismi, disparità di fissazione e visione binoculare. Strumenti e tecniche per una corretta prescrizione. MCH e metodi alternativi
Vinci, 4-6 Ottobre 2015

...ura e Correzione secondo H.J. Haase (MCH), che prevede l'esecuzione di una serie di test eseguiti in visione binoculare per ottener la migliore AV, sarà confrontato con altre procedure di refrazione binoculare che, come per l’MCH, valorizzano l’importanza del controllo della disparità di fissazione. Le procedure utilizzate sono tutte indirizzate ad ottenere una compensazione ottica nel r...

06/08/2015 - Chi può esercitare la professione optometrica in Italia

...ea in Ottica e Optometria e attestato, o “diploma”, di Optometria non universitario: “Vinci ad esempio non è una università ma chi si diploma lì può esercitare utilizzando il "titolo" di optometrista con le stesse tutele di chi ha ottenuto la laurea?” La mia risposta è sì, ma non posso certo limitarmi ad una “sentenza” secca senza darne le motivazioni. Tra l’altro la domanda mi dà anche lo spunto per tornare a parlare di ottica, optometr...


Tesi optometria 17 luglio 2015

... zona ottica della lente a contatto prendendo come riferimento la linea di sguardo. Valutazione della variazione della componente aberrometrica tra fase antecedente e successiva all’applicazione. Valutazione di quanto il decentramento e le aberrazioni incidono sull’acuità visiva. Materiali e metodi: 57 soggetti, di cui 26 femmine e 31 maschi, di età compresa fra 19 e 31 anni, età media 24,7. Per ogni soggetto è stato esaminato l’occhio destro. Tra gli esami preliminari è rientrata la valutazione dell’angolo lambda. Nella fase precedente all’applicazione della lente a contatto sono state eseguite sei acquisizioni topografiche e sei acquisizioni aberrometriche, dopo aver valutato e registrato l’acuità visiva in unità logaritmiche. Nella fase successiva all’applicazione della lente a contatto sono state eseguite nuovamente sei acquisizioni topografiche e sei acquisizioni aberrometriche ed è stata nuovamente rilevata l’acuità visiva. Risultati: L’analisi statistica non ha consentito di individuare una relazione fra decentramento della lente rispetto al diametro corneale e decentramento della zona ottica rispe...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Gennaio-Marzo 2016

...zione ottica. Perché questo corso L’esame oggettivo e soggettivo della refrazione è il pilastro della pratica optometrica, l’attività di fondamentale importanza per il corretto trattamento del soggetto ametrope. Soltanto da un esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge lo scopo di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le tecniche patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria o sulla refrazione, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 17-18/01/2016; 14-15/02/2016; 13-14/03/2016 (Modulo del Corso Sinottico di Optometria Clinica) L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Tre incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Maggio-Luglio 2016

...zione ottica. Perché questo corso L'esame oggettivo e quello soggettivo della refrazione sono i pilastri della pratica optometrica, l’attività di fondamentale importanza per il corretto trattamento del soggetto ametrope. Soltanto da un esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le procedure patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 29-30/05/2016; 12-13/06/2016; 03-04/07/2016 L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Tre incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...


Presbiopia e lenti a contatto: come avere successo e ottenere il meglio dalle lenti disponibili sul mercato
Vinci, 2-3 Ottobre 2016

... La correzione della presbiopia con le lenti a contatto si pone come una sfida importante per il professionista. Per due motivi: da una parte la popolazione che invecchia è sempre più numerosa ma anche più “giovanile” e disposta a prendere in esame alternative all’occhiale, dall’altra appare evidente dalle ricerche di mercato che il drop out aumenta significativamente dopo i 40 anni di età. Cosa pensano i professionisti dell’applicazione delle lenti multifocali? a) È relativamente facile? b) Si possono ottenere ottimi risultati? c) Richiede poco tempo in più delle normali lenti a contatto monofocali? Dopo il corso risponderete SÌ a tutte e tre le domande. Oltre a presentare le geometrie e le caratteristiche correttive delle diverse tipologie di lenti multifocali si parlerà di accomodazione e pseudo accomodazione, di profondità di campo e di fuoco, di aberrazione sferica, di monovisione e di visione binoculare, di selezione del paziente, di gestione dell’adattamento e di problem solving. Tanto sarà il tempo dedicato alla pratica e ai lavori di gruppo, con applicazione di lenti multifocali, verifiche strumentali, valutazione e discussione di casi reali. Ogni partecipante potrà verificare la relativa semplicità del processo applicativo fino alla determinazione delle lenti definitive. Docenti Alberto Bernardoni, Carlo Falleni, Alessandro Fossetti. Articolazione del corso Il corso è articolato in 2 giornate di lezione, con inizio domenica 2 ottobre alle ore 10.30 e termine lunedì 3 alle ore 14.00 circa. Le lezioni si terranno presso l'Istituto di Ricerca e di Studi in Ottica e Opt...


Tesi optometria 27 giugno 2016

...er la correzione della miopia di valore basso e medio. Il lavoro è stato suddiviso in sei capitoli, nei primi dei quali si è trattato della storia dell’ortocheratologia, dei meccanismi di azione, dei protocolli operativi per l’efficacia e la sicurezza, del positivo effetto sul contenimento della miopia. Nell’ultimo capitolo sono stati presi in esame due portatori analizzando il caso dal primo esame preliminare alla scelta della lente finale con tutti i controlli post-applicativi per un trattamento efficace e sicuro. CASO GIOVANNI Titolo della tesi “Variazione dell’asse del cilindro correttore tra esame refrattivo monoculare e binoculare”. Relatore: Parenti Luciano. Votazione conseguita: 110/110. Il valore dell'asse del cilindro correttore dell'astigmatismo viene normalmente determinato nella sola fase monoculare: può accadere che l'occhio in esame, libero dai vincoli fusionali, ruoti attorno all'asse anteroposteriore a causa di una cicloforia (eteroforia torsionale). Le conseguenze potrebbero essere induzione di astigmatismo secondario, perdita di visus e discomfort. Per aggirare questo problema è stato proposto di misurare i valori dell'asse del cilindro correttore in visione binoculare utilizzando la tecnica della setto psicologico proposta da Humphriss. Sono stati quindi misurati i valori binoculari dell'asse del cilindro correttore con l'ausilio del cilindro crociato di Jackson su trenta soggetti selezionati secondo criteri quali assenza di diplopia durante la sospesione foveale, stereopsi di almeno 100 secondi d'arco, visus di 10/10 con correzione, assenza ...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Marzo-Maggio 2017

...zione ottica. Perché questo corso L'esame oggettivo e quello soggettivo della refrazione sono il pilastro della pratica optometrica, l’attività di fondamentale importanza per il corretto trattamento del soggetto ametrope. Soltanto da un esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di specializzazione o aggiornamento, ma che vogliano effettuare una sorta di check-up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Quattro incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...

Tesi optometria 30 settembre 2016

...i una correzione ottica. L’analisi per le deviazioni foriche e tropiche ha evidenziato un 74% di ortoforia per lontano e un 72% di exoforia per vicino. Convergenza, stereoacuità e percezione dei colori sono generalmente risultati adeguati, mentre il PPA ha mostrato una percentuale significativa di valori non adeguati all’età. Lo screening visivo è stato, per la maggior parte dei bambini in esame, il primo approccio al mondo della visione. Si ritiene quindi fondamentale che questo tipo di screening entri a far parte di un programma nazionale di screening nelle scuole dell’infanzia, con l’obiettivo di educare i genitori alla prevenzione, consentendo loro di sottoporre i figli a controlli regolari già dall’età prescolare, e fornendo loro le informazioni necessarie affinché siano in grado di notare lievi anomalie dei loro bambini e siano così stimolati a rivolgersi tempestivamente allo specialista di riferimento per la visione. BARTOLETTI TOMMASO Titolo della tesi “Test del reticolo a croce modificato a linee oblique: esperienze cliniche a confronto”. Relatore: Sostegni Paolo. Il sistema visivo umano presenta delle preferenze nella selettività degli orientamenti spaziali. Numerosi studi condotti sulle prestazioni del sistema visivo hanno dimostrato che nelle mappe di orientamento della corteccia visiva primaria è possibile attribuire una preferenza in senso radiale e spirale nella percezione di stimoli provenienti dal campo visivo periferico, e di tipo cardinale per quelli provenienti dal campo visivo centrale. In particolare in area foveale è stata registrata una maggiore sensibilità per gli orientamenti verticali. Questa tesi supporterebbe l'esistenza di un fenomeno percettivo chiamato effetto obliquo, secondo il quale è riscontrabile una diminuzione di capacità nel risolvere dettagli con orientamenti spaziali obliqui rispetto a quelli cardinali, verticali ed orizzontali. In questo studio, durante la misurazione della vista di 44 soggetti selezionati, è stato proposto il test del reticolo a croce con cilindri crociati fusi in una versione sperimentale, in cui le linee del reticolo sono state orientate in senso obliquo a 45° e a 135°, osservandone gli effetti. Questo test di rifinitura della refrazione soggettiva per lontano e per vicino è stato messo a confronto con il test del reticolo a croce convenzionale. Dall'elaborazione dei risultati preliminari, non sono apparse differenze significative ai fini prescrittivi della correzione finale. L...

Tesi optometria 12 dicembre 2016

...on la correzione ottenuta con l'aberrometria e con quella ottenuta con la refrazione soggettiva. Il secondo operatore ha eseguito le misurazioni binoculari sottoponendo i pazienti ad un'autorefrattometria binoculare e ad una refrazione soggettiva binoculare in sospensione foveale con la tecnica di Humpriss misurando poi l'acuità visiva raggiunta sia dopo l'autorefrattometria che dopo la sospensione foveale. Risultati: Sono state confrontate tutte le correzioni ottenute con i vari metodi di refrazione. Dai confronti è emerso che le differenze più significative rilevate sono tra Aberrometria e Autorefrattometria. Differenze altrettanto significative sia statisticamente sia per le implicazioni cliniche si sono riscontrate tra le tecniche soggettive ed oggettive. Minori differenze sono state invece trovate tra la procedura soggettiva monoculare e quella in sospensione foveale. Conclusioni: Tra i differenti metodi di misura della refrazione sono state trovate differenze statisticamente significative. Tra i 2 metodi di misura soggettivi si riscontrano le differenze minori. In generale, le procedure di refrazione oggettiva non si sono dimostrate sufficientemente precise da poter essere utilizzate per la prescrizione finale. COPPA ELENA, VALLAJ ERISIOLA Titolo della tesi: “Riproducibilità e affidabilità delle misure transpalpebrali della pressione oculare”. Relatore: Lucarini Giampaolo, correlatore: Fossetti Alessandro. Lo scopo dello studio è stato quello di valutare la riproducibilità del tonometro transpalpebrale Diaton (Ryazan State Instrument Making Enterprise, Ryazn, Russia) e identificare la correlazione tra le misure della pressione intraoculare (IOP) rilevate con il tonometro transpalpebrale e il tonometro ad applanazione di Goldmann (GAT). È stata misurata la pressione dell’occhio destro di 66 soggetti di età compresa tra 18 e 35 anni, con cornea sana, astigmatismo corneale inferiore a 3 diottrie e raggio di curvatura corneale maggiore di 7.40 mm. Da tale campione sono stati selezionati 35 soggetti. La pressione rilevata con il GAT è risultata in media più alta rispetto a quella rilevata con il Diaton (0.42 ±2.9). Il fattore di Pearson indica una correlazione bassa tra le misure dei due strumenti (r = 0.28). Il t-test riporta una differenza tra essi statisticamente non significativa (p = 0.398), tuttavia il metodo di Bland Altman indica che clinicamente tali differenze non sono irrilevanti. Pertanto non è possibile sostenere che il Diaton possa essere utilizzato in alternativa al GAT per fare diagnosi nella pratica clinica. Il tonometro transpalpebrale si è rivelato riproducibile: i due operatori hanno ottenuto misure molto simili tra loro. Il fattore di Pearson (r = 0.80) conferma l’esistenza di una elevata correlazione tra le misure effettuate e il t-test indica che le differenze tra le due serie di misure non sono significative (p = 0.18). Per quanto riguarda la possibilità di utilizzare il Diaton per attività di screening i dati rilevati dal campione esaminato danno indicazioni contrastanti, apparentemente favorevoli dal punto di vista statistico, ma critiche a livello clinico (metodo Bland Altman). Poiché il campione era costituito da soggetti giovani, sani e con pressione intraoculare non superiore a 20 mmHg, si suggerisce la necessità di ampliare il campione dei soggetti esaminati allargandolo anche a pazienti glaucomatosi o comunque con valori di tonometria superiori. CRIVELLI SIMONA Titolo della tesi: “L’evoluzione dell’optometria dall’Optometric Extension Program all’analisi visiva integrata”. Relatore: Maffioletti Silvio. L’elaborato descrive alcune tecniche di indagine optometrica che, nel corso di un secolo, hanno cercato di dare risposte esaurienti e soluzioni efficaci ai problemi visivi delle persone. In particolare si sofferma sull’analisi visiva dei 21 punti dell’Optometric Extension Program (1928) e sulla moderna Analisi Visiva Integrata (AVI) di Scheiman e Wick (2002). Dopo un’introduzione generale, ricorda che secondo l'Optometric Extension Program l’attività visiva prossimale fosse causa di problemi rifrattivi e binoculari di varia natura, la cui conseguenza è l’inefficienza, il disagio, la tendenza a evitare il lavoro da vicino; l'uso di lenti con potere diottrico lievemente positivo può eliminare tale squilibrio tra convergenza e accomodazione, prevenire lo sviluppo di adattamenti negativi, diminuire il disagio e permettere una migliore efficienza visiva. L’elaborato prosegue descrivendo l’analisi visiva integrata (AVI) di Scheiman e Wick (2002), nella quale vengono verificate tre aree relative all'integrità della funzione visiva (salute oculare, acuità visiva e condizione refrattiva), tre aree relative all'efficienza visiva (abilità accomodative, visione binoculare e abilità oculomotorie) e tre aree relative al processamento delle informazioni visive (abilità visuospaziali, abilità di analisi visiva e abilità di integrazione visuo-motoria). Le abilità visive relative alle tre aree vengono investigate attraverso specifici test, i cui risultati vengono messi a confronto con i dati normativi indicati dagli autori. DEL PERO DANIELE Titolo della tesi: “L’importanza di una corretta analisi e compensazione visiva per una guida sicura”. Relatore: Maffioletti Silvio. Guidare è un comportamento sociale che presuppone, da parte del guidatore, la rapida e corretta valutazione del contesto nel quale opera. Innumerevoli campagne di sensibilizzazione hanno cercato di rendere più consapevole chi guida circa i pericoli connessi alla circolazione stradale. Lo scopo dello studio è quello di evidenziare quanto, nel corso della guida, sia necessaria una compensazione ottica adeguata,...


Tesi optometria 31 marzo 2017

...zione ottica, allargandosi alla fluidità e precisione dei movimenti saccadici, alla stabilità della fissazione, all’ampiezza e flessibilità dell’accomodazione e delle vergenze fusionali. I risultati riguardano un campione di 54 ragazzi della Scuola Secondaria Inferiore di Pontida (BG) che si sono sottoposti ad una indagine visiva. I test eseguiti hanno riguardato l’acuità visiva, la capacità stereoscopica, i movimenti oculari saccadici (DEM Test), i pursuit (Groffman Visual Tracing Test) e la ricerca visiva seriale (Beta test). I risultati hanno evidenziato che la crescita anagrafica implica generalmente (anche se non in tutti i soggetti) un perfezionamento di varie abilità visive negli anni della scuola dell’obbligo: dai test effettuati a Pontida è infatti emerso che nel periodo della Scuola Secondaria Inferiore l’acutezza visiva si consolida a livelli elevati, la capacità stereoscopica è assai raffinata, la ricerca visiva è rapida e precisa, i movimenti oculari sono efficienti e fluidi. FAIULO SILVIA Titolo della tesi: “Sensibilità al contrasto, illusioni visive e percezione del movimento nella dislessia: uno studio sperimentale”. Relatore: Megna Nicola. Oggi si è quasi unanimemente d’accordo, in ambito medico-scientifico, che la dislessia sia un disturbo ad eziologia multifattoriale dove incidono a vario titolo fattori biologici, emotivi, pedagogici e socioculturali. Ricerche ancora in corso sulla dislessia sembrano mettere sempre più in evidenza come non siano coinvolte solamente disfunzioni a carico del sistema visivo, ma anche di altri sistemi percettivi. Tuttavia gli studi effettuati finora non hanno evidenziato risultati evidenti che riguardino il coinvolgimento di funzioni puramente visive oppure puramente uditive nella dislessia. Un’ipotesi ancora al vaglio dei ricercatori è che il problema non riguardi le funzioni prese singolarmente, ma meccanismi di interrelazione fra le funzioni. Lo studio sperimentale ha avuto lo scopo di effettuare una serie di test visivi (sensibilità al contrasto, percezione del movimento, illusioni visive) in bambini dislessici di età compresa tra i 6 e i 15 anni, per confrontare tali risultati con quelli di un gruppo di controllo formato da ragazzi senza particolari problemi di lettura di età compresa tra gli 8 e gli 11 anni. I risultati ottenuti indicano che siano presenti, nella modalità sensoriale visiva dei bambini con dislessia, alcune differenze con quelle dei controlli, che potrebbero incidere negativamente sull’apprendimento delle capacità di lettura e di scrittura. GUASCHI FRANCESCA TERESA Titolo della tesi: “Fisiologia dell’acqua e trasporto ionico nelle lenti a contatto morbide”. Relatore: Falleni Carlo. La tesi, di carattere Bio-optometrico o se vogliamo Bio-contattologico, cerca di trovare un punto di connessione tra le caratteristiche chimico fisiche delle lenti a contatto morbide in idrogel ed in silicone-idrogel e le caratteristiche di interazione biochimica che si vengono ad instaurare inserendo il materiale “inerte” della lente in un ambiente vivo costituito dal “sistema oculare”. In ambito biologico si definiscono la lente a contatto ed il materiale che la compone: “Una struttura polimerica biocompatibile ad inerzia chimico-fisica indegradabile nel tempo in grado di emmetropizzare il sistema visivo garantendo comfort e sicurezza”. Ma questo è proprio vero? Se fosse così non avremmo né una variazione di parametri, né la creazione di depositi, tantomeno un'alterazione della idratazione della lente nel passaggio dal blister all'occhio: da un ambiente adeguatamente idratato con una soluzione fisiologica tamponata, mantenuto ad una temperatura più o meno costante ad un ambiente completamente atipico, mobile ed interattivo come può esserlo solo ed esclusivamente un sistema vivo. Nel lavoro di tesi, la candidata ha cercato di riassumere le caratteristiche fisiologiche dell'acqua e degli ioni in rapporto con le caratteristiche delle lenti a contatto considerate come membrane, sottolineando l'impossibilità di considerare i materiale come “neutri” agli ambienti fisio-metabolici del sistema “vivo” oculare. MEZZETTI FILIPPO Titolo della tesi: “Adattamento sensoriale in soggetti con anisometropia miopica indotta”. Relatore: Sostegni Paolo. Scopo. Confrontare l’adattamento sensoriale, nell'arco di un'ora, fra i due occhi in conseguenza ad una anisometropia miopica indotta con Lac. Metodo. Sono stati selezionati 4 soggetti che al controllo refrattivo sono risultati praticamente emmetropi. A tali soggetti sono stati misurati i valori di stereopsi, sia da lontano che da vicino, e la percentuale di differenza di ingrandimento delle immagini retiniche (anche questa sia da lontano che da vicino) con il test dei ganci orizzontali. A questo punto è stata applicata, nell'occhio con dominanza sensoriale, una lente a contatto di +4.00 D ed è stata eseguita una sovra-refrazione per trovare la lente effettiva da inserire sulla correzione a tempial...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Febbraio-Maggio 2018

...zione ottica. Perché questo corso L'esame oggettivo e quello soggettivo della refrazione sono il pilastro dell'attività dell'optometrista, ma anche di quella dell'ottico; una attività di fondamentale importanza per il corretto trattamento del soggetto ametrope. Soltanto da un esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso potrà essere utile ad ottici e optometristi, per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di specializzazione o aggiornamento, ma che vogliano effettuare una sorta di check-up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. L’esame refrattivo analizzato a fondo, nei suoi punti essenziali e sostanziali, per il perfetto comfort visivo. Quattro incontri mensili per verificare le proprie abilità nell’esame refrattivo, per approfondire le conoscenze sulla prescrizione finalizzata al comfort della correzione ottic...


Tesi optometria 6 Luglio 2017

...zione ottica, sia con lenti a contatto o con occhiali. L’aspetto che più stupisce è il risultato di questi specifici trattamenti che si ripercuotono positivamente su altri canali, in particolare sui processi d’apprendimento e di impegno cognitivo, ovvero sulle competenze visuopercettive, visuospaziali, esecutivo-motorie. Scopo di questo lavoro di tesi è stato di mostrare, con una sperimentazione su un soggetto, che il Visual Training, oltre a migliorare le abilità visive di base, possa portare ad un incremento delle performance nelle abilità visuopercettive e ad una maggiore efficacia nel controllo del focus attentivo implicito. Partendo dall’analisi di articoli scientifici e considerando il percorso di rieducazione visiva eseguito su se stessa, la candidata ha documentato come, stimolando con esercizi specifici le abilità visive primarie e di conseguenza i campi oculari frontali, si possa migliorare il controllo dell’attenzione visiva spaziale. GRANIERI RENATO Titolo della tesi: “Ricambio lacrimale con lenti minisclerali Zenlens 16 mm”. Relatore:Edoardo Franceschi. La ricerca e la clinica nella moderna pratica di lenti a contatto specialistiche è sempre più orientata verso lenti di tipo rigido minisclerale. Nonostante il loro interesse nel mondo dell'ottica e la loro dimostrata efficacia su particolari casistiche, molte considerazioni su aspetti tecnici legati alle geometrie e alla fisiologia oculare sono ancora al vaglio della comunità scientifica. Partendo da uno studio da parte dell'optometrista americano Pat Caroline, lo studente ha cercato di verificare e quantificare l'eventuale ricambio lacrimale sotto la lente applicata. Mentre Caroline aveva pensato di monitorare il tutto attraverso un OCT, il candidato si è servito della fluoresceina associata alla lampada a fessura, in particolare tramite le tecniche di sezione ottica e osservazione diretta in luce diffusa. L’obiettivo dello studio è stato quello di valutare se, durante il porto quotidiano di una lente a contatto minisclerale Zenlens di diametro 16mm, c'è ricambio lacrimale o meno. Per il lavoro sono stati scelti soggetti sia con occhi sani che affetti da patologie o irregolarità della superficie corneale, questi ultimi portatori abituali di lenti minisclerali. I candidati hanno indossato le lenti a contatto per otto ore consecutive, durante le quali sono state acquisite immagini grafiche alle 4, 6, 8 ore successive. L'esito di questo lavoro sperimentale ha voluto dimostrare che il ricambio lacrimale con l'uso delle suddette lenti è del tutto trascurabile. LISI ROBERTO Titolo della tesi: “Effetto dell’ordine di somministrazione del Groffman visual tracing test”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. Nella valutazione delle performance di oculomotricità sono utilizzati diversi test; tra questi, vi è il “Groffman Visual Tracing Test”, utilizzato per analizzare e valutare l’efficienza dei movimenti oculari, come la capacità di muovere uniformemente e rapidamente ed efficacemente gli occhi seguendo una linea. Basandosi su un precedente lavoro lo scopo di questo studio è valutare se l’ordine di somministrazione delle due schede, possa avere un effetto significativo sul risultato finale del test. Allo scopo il test è stato somministrato a un gruppo di quarantatre soggetti adulti, con un’età compresa tra i diciassette e i sessantanove anni. I soggetti sono stati suddivisi in 2 gruppi, al primo è stato somministrato prima la scheda A e successivamente la scheda B, al secondo, prima la scheda B e poi la scheda A. Analizzando i risultati non è stata rilevata una differenza nell’accuratezza tra i due ordini di somministrazione. Per quanto riguarda i tempi impiegati dai due gruppi per svolgere il test non è stata trovata una significativa riduzione della media dei tempi nel passaggio dalla prima scheda alla seconda scheda presentata indipendentemente dall’ordine. In conclusione non vi è alcun effetto significativo dall’ordine di somministrazione delle due schede; risulta opportuno quindi continuare a somministrare il Test come indicato in origine. LOMBARDI LUNA Titolo della tesi: “Test della visione dei colori: confronto tra Ishihara e App. per smartphone”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. L’articolo preso in considerazione (Sorkin et al. 2016) ha confrontato il test di Ishihara con due applicazioni per smartphone progettate per testare la visione dei colori: la Eye2Phone (E2P) e la Color Vision Test (CVT). Lo studio è stato effettuato su 80 persone, di cui 38 affette da discromatopsia. L’età media era di 42.7 ± 12.9 anni. Degli 80 soggetti esaminati 57 (71.2%) erano uomini. La sensibilità e la specificità delle due applicazioni sono state confrontate con i risultati ottenuti con il test di Ishihara (utilizzato per la diagnosi) e le tavole di ogni applicazione sono state analizzate singolarmente per valutare il tasso di successo/fallimento. Dai risultati è emerso che l’ applicazione CVT non è utilizzabile a livello clinico poiché ha una specificità troppo bassa (54.8%) pur avendo una alta sensibilità (100%). L’applicazione E2P, invece, con una sensibilità del 100% e una specificità del 95.2%, non mostra differenze statisticamente significative rispetto al test di Ishihara (p = 0.500). Analizzando le singole tavole dell’app E2P, simile al test di Ishihara cartaceo, sono emerse delle differenze fra l’applicazione E2P e il test di Ishihara nel gruppo dei soggetti con deficit della visione dei colori. Con il test di Ishihara sono stati compiuti 11.8 ± 3.1 errori, mentre con l’applicazione E2P 14.1 ± 2.1 errori (p LOMBARDO VINCENZO Titolo della tesi: “Psicologia dello sviluppo, apprendimento della lettura e funzione visiva”. Relatore: Nicola Megna. Questo lavoro espone alcune nozioni di base sulla psicofisiologia dello sviluppo del sistema visivo e dell’apprendimento a partire dal periodo fetale fino ai primi nove anni di vita del bambino. In particolare sono stati illustrati i fattori genetici e quelli ambientali che influenzano lo sviluppo della funzione visiva interagendo tra di loro a livello neuronale, specialmente durante i primi mesi di vita post-natale, e sono state illustrate alcune metodologie comportamentali che gli psicologi e gli optometristi utilizzano per valutare la visione nel periodo pre-verbale di sviluppo. Infine sono stati esposti i fattori visuo-motori che attualmente conosciamo essere più rilevanti nell’apprendimento della lettura e come essi variano dal periodo in cui il bambino “apprende a leggere” a quando “legge per apprendere”. È stato posto particolare rilievo al fatto che lo sviluppo non è solamente un processo “quantitativo” nel quale il bambino apprende sempre più nozioni e abilità, ma che è caratterizzato anche da veri e propri “salti qualitativi” in cui i processi visivi e mentali si ristrutturano e producono un funzionamento completamente diverso da quanto accadeva nel periodo immediatamente precedente. LUCCHINI VALERIO Titolo della tesi: “Trattamenti antiriflesso specifici per la luce blu: efficacia e metodi di misurazione”. Relatore: Alessandro Farini. Negli ultimi tempi si sente parlare sempre più spesso di stress oculare da video terminale o stress da luce blu. Ma di cosa si tratta in realtà? Le lenti realizzate appositamente per superare tale problema funzionano davvero? Recentemente è assai cresciuto l’uso di computer, smartphone e tablet che emettono molta luce in una zona dello spettro compresa tra i 385 nanometri e i 500 nm, lunghezze d’onda in buona parte appartenenti alla fascia del blu violetto. All’inizio si è notato che molti soggetti che passavano lunghi periodi a contatto con questo tipo di apparecchiature lamentavano problemi a livello del ciclo sonno veglia (o ciclo circadiano) e studi successivi hanno concluso che questi disturbi erano appunto da attribuire alla luce blu e alla sua interazione con il cosiddetto terzo recettore retinico. Per superare queste problematiche esistono diverse case produttrici di lenti che utilizzano trattamenti antiriflesso che limitano la luce blu e che a seconda del costruttore acquisiscono diversi nominativi come: srb, blue blocker, blue control… Tutti cercano di svolgere la medesima funzione: cioè riflettere e assorbire la maggior parte della componete luminosa dannosa senza compromettere la percezione cromatica e mantenendo un livello estetico accettabile. La soluzione corretta deve necessariamente essere una soluzione di compromesso, dato che deve allo stesso tempo bloccare la componente dannosa senza però inibire completamente il regolare funzionamento del nostro ciclo circadiano. Durante il lavoro di tesi sono state esaminate alcune di queste lenti disponibili sul mercato tramite uno spettrofotometro commerciale realizzato appositamente per l’analisi delle lenti oftalmiche. Le misure hanno confermato come molte delle lenti prese in esame permettano un buon assorbimento della radiazione dannosa senza un’eccessiva modificazione della percezione cromatica. MALATTIA MATTEO Titolo della tesi: “Piggyback – Case Report”. Relatore: Salvatore Pintus/Giuseppe Migliori. Questi case report nascono da una esigenza comune. Entrambi i soggetti presi in esame sono affetti da cheratocono e sono potatori di lenti a contatto gas-permeabili con ottimi risultati visivi a cui non vogliono assolutamente rinunciare, ma con evidenti problemi di alterazioni corneali e tollerabilità. Entrambi vivono un periodo di transizione che li porterà ad affrontare nel giro di qualche mese un intervento l’uno per un trapianto e l’altro per un cross-linking. Da qui l’esigenza di ridurre al minimo il discomfort aumentando per quanto possibile le ore di porto senza influire sul quadro fisiologico della cornea e contenere l’investimento economico cercando se possibile di non sostituire le lenti attualmente utilizzate. Un soggetto è un trentottenne con una difficile convivenza con le lenti gas-permeabili, con presenza di erosioni corneali ricorrenti, che gli impedisce di proporsi per un lavoro stabile avendo una acuità visiva naturale binoculare che non arriva al decimo. L’altro, un giovane neo laureato di venticinque anni, deve affrontare un dottorato con necessità di uso prolungato delle lac. L’obbiettivo dello studio è stato valutare se, mantenendo le lenti in uso, fosse possibile la convivenza con la lente morbida di supporto che sarà scelta in base a tre requisiti principali: la elevata trasmissibilità all’ossigeno per ridurre al minimo il rischio di ipossia, la facilità di sostituzione per agevolare la compliance ed il suo spessore e potere per sfruttare al meglio la nuova superficie di appoggio delle lenti abituali. Dopo varie prove la lente morbida di supporto scelta è stata in materiale delefilcon A a ricambio giornaliero con un Dk 140 e di potere +1.00/+1.50. Ai controlli successivi queste applicazioni hanno mostrato un evidente miglioramento del quadro fisiologico, un adeguato comportamento sulle cornee ectasiche ed un corretto supporto per le lenti rgp. L’obiettivo della scelta applicativa è stato ottenuto evitando la sostituzione delle lenti originariamente in uso e consentendo ai due soggetti di ampliare abbondantemente le ore di porto salvaguardando il tessuto corneale. MARCHESI CRISTIAN E CASTELLUCCI CLAUDIO Titolo della tesi: “Trattamento dell’ambliopia: metodologie tradizionali e nuove tecniche”. Relatore: Luciano Parenti. In questa tesi si sono volute analizzare diverse metodologie di trattamento dell’ambliopia, dalla classica occlusiva, ritenuta per decenni la più efficace se eseguita in determinati momenti, a quelle più moderne e innovative che in un certo senso ribattono e smentiscono questo concetto. Oltre alla tradizionale occlusione, è stato recentemente proposto un trattamento legato all'apprendimento percettivo che permette di acquisire, identificare e categorizzare input elaborando, con nuovi stimoli - risposte, una nuova capacità di identificare e riconoscere oggetti attraverso la plasticità neuronale. Ciò può avvenire non solo nel bambino ma anche nell’adulto con percorsi riabilitativi che migliorano le prestazioni visive attraverso l’uso di un impegnativo e mirato compito visivo. Un altro metodo di trattamento innovativo è basato sulla valutazione del problema visto peró sotto un nuovo aspetto concettuale e cioè che la perdita di visione binoculare non è una conseguenza dell’ambliopia bensì il contrario, che quindi l’ambliopia è una conseguenza della perdita di visione stereoscopica. Questo porta a incrementare la capacità di collaborazione tra i due occhi aumentandone la risoluzione stereoscopica per poi ottenere quindi anche un miglioramento dell’acuità visiva. In conclusione si è potuto notare come questi nuovi trattamenti proposti che sviluppano alcuni concetti già conosciuti, affiancati però da recenti studi che ampliano e allargano le possibilità di cura migliorandone i risultati, se approcciati con metodi standardizzati, possono aprire nuovi orizzonti in campo optometrico. PINI ALDO Titolo della tesi: “Valutazione sperimentale del Beta test”. Relatore: Silvio Maffioletti. La ricerca si è sviluppata mediante la somministrazione di una batteria di test visivi e di una prova di ricerca visiva, il ‘Beta Test’ in versione fitta e in versione larga, a un campione di bambini di due scuole primarie lombarde, in provincia di Brescia e di Varese. Sono stati esaminati più di centocinquanta bambini; tra essi 138 (65 femmine, 73 maschi), compresi tra i 6 e i 9 anni, sono stati considerati validi per l’analisi dei dati. Sono stati utilizzati i seguenti test: acutezza visiva da lontano monoculare e binoculare, acutezza visiva binoculare a 40 cm, stereoacuità da vicino, punto prossimo di convergenza a rottura e recupero. Inoltre è stato somministrato il Beta Test a tutti i bambini, utilizzando le schede originali su un leggio inclinato di 20° e posizionato all’opportuna distanza di 40 cm. Il Beta Test è stato preceduto dalla scheda pre-test, che fornisce informazioni sulla capacità esecutiva del bambino; a seguire sono state somministrate le due schede, una con affollamento 100% (Beta Largo) e una con affollamento 20% (Beta Fitto), rilevando il tempo impiegato e gli errori compiuti. Nel Beta Test il bambino è chiamato a ricercare e barrare i cinque simboli ? presenti in ognuna delle cinque righe, ognuna delle quali contiene 31 simboli. Due le indicazioni emerse dall’analisi dei dati. La prima è che l’affollamento influisce sia sull’accuratezza che sulla velocità di esecuzione; in particolare gli errori nel Beta Fitto sono risultati significativamente maggiori che nel Beta Largo, mentre i tempi di esecuzione sono risultati significativamente maggiori nel Beta Largo che nel Beta Fitto (p-value L’analisi dei dati raccolti ha altresì dimostrato che, a parità di età, le risorse visive e cognitive sono diverse per ogni bambino; non tutti hanno le medesime risorse e non tutti possono raggiungere, a parità di impegno, lo stesso rendimento nell’efficienza scolastica. RIGAMONTI SERGIO Titolo della tesi: “Paralisi dell’abducente dell’occhio destro e adattamento di lenti progressive: case report”. Relatore: Salvatore Pintus Un muscolo oculare affetto da paresi modifica la postura in generale e in particolare la posizione del capo con inevitabili effetti sulla visione compromettendo, in molti casi, la binocularità. Nel soggetto esaminato, argomento della tesi, si manifestano questi sintomi, il suo muscolo oculare retto laterale destro è deficitario e nel tempo si è organizzato adottando sia una posizione anomala del capo (PAC) per poter contrastare la diplopia, che una postura del corpo ruotata. In questo modo ha imparato a gestire la visione in maniera ottimale anche per il campo di sguardo verso la sua destra. Le risposte posturali non si sono dimostrate sufficienti a garantire una visione binoculare confortevole. Si è deciso di approfondire l’indagine optometrica con particolare attenzione alla visione binoculare. L’esame optometrico ha indicato la necessità di correggere la visione binoculare adottando una centratura soggettiva con l’ausilio di prismi inseriti nella prescrizione delle lenti. L’occhiale è stato realizzato con lenti multifocali progressive con gli accorgimenti richiesti nel montaggio dalla prescrizione prismatica. I risultati ottenuti sono stati molto incoraggianti e l’efficacia della correzione prismatic...