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Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Maggio-Giugno 2015

...esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge lo scopo di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le tecniche patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria o sulla refrazione, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 03-04/05/2015; 24-25/05/2015; 21-22/06/2015 (Modulo del Corso Sinottico di Optometria Clinica) L’esame refrattivo analizzat...


Tesi optometria 17 luglio 2015

...a pre esame MCH e COVD QOL) e misurazione delle curve di disparità, delle forie associate e della disparità di fissazione con il Disparometro di Sheedy e delle sole forie associate orizzontali e verticali con il tablet VisionApp. Risultati: Le percentuali di tipologie di curve registrate sono: I tipo 45%, II tipo 38%, III tipo 15% e IV tipo 2%. Sono stati rilevati 37 soggetti con exodisparità media di -4±3’, 21 con esodisparità media di 3±1’ e 8 con DF=0. L’analisi della varianza della FA orizzontale con i due strumenti restituisce un valore p=0,94 e della FA verticale p=0,75. Lo studio statistico effettuato tramite questionari riporta molti più soggetti asintomatici, indipendentemente dalla tipologia di curva di disparità di appartenenza. Conclusioni: Le percentuali di CDF rilevate in questo studio si sono mostrate coerenti con quelle presenti in letteratura. L’analisi statistica della DF ha fatto rilevare più exodisparità che esodisparità, al contrario di uno studio precedente. Le misure delle FA hanno mostrato poca correlazione tra i due test, probabilmente dovuta alla strutturazione differente dei blocchi fusionali e alla tipologia di esecuzione dei test (il disparometro al forottero, il tablet a campo visivo libero). Si è pertanto concluso che le misure di uno strumento non possono essere normative per l’altro. I questionari psicometrici hanno invece mostrato scarsa correlazione con le tipologie di curve di appartenenza dei soggetti esaminati. CANTU’ FRANCESCO, POMARE’ MONTIN CARLOTTA Titolo della tesi “Confronto e ripetibilità a breve termine di tre tecniche di misurazione delle eteroforie”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. Votazione conseguita da Pomarè Montin: 110/110. Scopo: Comparazione di tre metodi soggettivi largamente utilizzati nella pratica clinica nel rilevamento dello stato eteroforico. Sono state valutate la ripetibilità interna dei test e le differenze tra i metodi, con le possibili tendenze dei risultati. Le valutazioni sono state effettuate alla luce di quanto pubblicato precedentemente sull’argomento, rilevando similitudini o possibili differenze. Materiali e metodi: 48 soggetti sono stati sottoposti a tre test: Von Graefe, Maddox e Facchin Foria Card per lontano e per vicino. Per valutare la ripetibilità a breve termine, ogni test viene effettuato per tre volte. Utilizziamo una sequenza randomizzata con tutte le possibili combinazioni di presentazione dei test per evitare influenze tra uno e l'altro. Von Graefe e Maddox vengono rilevati con forottero, Facchin Foria Card con occhialino di prova. Risultati: Buona la ripetibilità di tutti i test da lontano e da vicino. Nel confronto fra i test da lontano, il Von Graefe mostra i risultati con tendenza più exoforica, la Foria Card fornisce dei risultati simili e il Maddox significativamente più eso. Da vicino il Von Graefe continua a fornire i dati più exoforici. In questo caso il Maddox fornisce valori con tendenza simile. Conclusioni: I test possono anche essere eseguiti una sola volta perché hanno una ripetibilità molto buona. Da lontano il metodo di dissociazione influisce sulla tendenza dei risultati. Il Von Graefe risulta essere il meno attendibile dei tre. Da vicino l’accomodazione sembra giocare un ruolo strategico, meglio controllata con occhialino. Facchin Foria Card con occhialino sembra fornire dati più neutrali senza una particolare tendenza. FATTORI LEONARDO Titolo della tesi “Effetto della sequenza psicometrica nella determinazione delle riserve nelle vergenze fusionali”. Relatore: Edoardo Franceschi. Introduzione – E' noto che le vergenze fusionali sono sensorialmente correlate in modo sinergico con i processi identificativi, in primis la funzione accomodativa, regolata dal SNA (sistema simpatico e parasimpatico). Tale correlazione diretta implica la presenza di un rapporto di relazione tra questi sistemi. Quando si misurano le riserve fusionali la procedura comunemente accettata nella clinica optometrica è quella di rilevare prima le riserve fusionali negative e poi quelle positive. La ragione di tale pratica è data dalla supposizione che se si determina prima la convergenza il maggiore tono accomodativo richiamato porta il sistema visivo verso un adattamento significativo che può alterare negativamente la misura delle riserve in divergenza. L'obbiettivo di questo studio è quindi quello di misurare accuratamente le vergenze in entrambe le direzioni per determinare se l'ordine in cui vengano rilevate possa alterarne i risultati. Metodi - Trenta soggetti di età compresa trai 19 e i 29 anni sono stati sottoposti ai test della misurazione delle vergenze. I pazienti sono stati suddivisi in due gruppi, A e B, di 15 persone in modo casuale. Nel primo gruppo (A) sono state misurate per prime le vergenze fusionali negative, in seguito quelle positive. Il giorno successivo alla stessa ora e alle stesse condizioni ambientali sono state fatte le stesse misurazioni con ordine inverso. Analogamente anche nel gruppo B sono state misurate le vergenze fusionali, ma seguendo l'ordine opposto del gruppo A. Sì è proceduto quindi prima con le riserve fusionali positive, poi con le negative. A distanza di un giorno si è proceduto al contrario. Risultati - I valori delle vergenze fusionali negative sono significativamente più bassi se misurati successivamente alle vergenze fusionali positive. Tale dato riguarda sia il punto di rottura che il punto di recupero. I valori delle vergenze fusionali positive invece non cambiano in modo significativo sia nel punto di recupero sia nel punto di rottura. Conclusioni - La misura delle vergenze positive eseguita prima di quella delle vergenze negative influenza in modo significativo i valori della misurazione. Pertanto se non si vuole incorrere in questo tipo di alterazione dei risultati è consigliato procedere prima nella misurazione delle vergenze negative e poi in quelle delle positive. ZIGLIOLI ELSA, BOSETTI ARIALDO Titolo della tesi “Screening visivi e prevenzione: l’esperienza optometrica presso l’Istituto scolastico Madonna della neve di Adro”. Relatore: Silvio Maffioletti. Assistiti dal prof. Silvio Maffioletti e dal prof. Alessio Facchin, la candidata Ziglioli ed il compagno di corso Bosetti, hanno organizzato ed effettuato un approfondito screening visivo ad alunni frequentanti il primo anno della scuola primaria presso l’Istituto “Madonna della Neve” di Adro, in provincia di Brescia. La tesi è il frutto di questo lavoro, svolto tra il 2 e il 5 dicembre 2014, nel quale sono stati somministrati dodici test optometrici a un campione di 73 alunni di età compresa tra i 5 e i 6 anni. Nella prima parte si tratta dell’importanza delle abilità visive e delle capacità richieste al bambino al fine di un’efficiente lettura, per focalizzare poi l’attenzione sul ruolo della struttura scolastica nella visione del bambino: l’importanza di una buona illuminazione, l’impugnatura della penna, l’adozione di una corretta postura grazie a banchi ergonomici, la disposizione in aula più consona, così come suggerito nel progetto “Bimbo visione” di Federottica. Si passa poi ad elencare nello specifico i dodici test effettuati. Essi vengono raggruppati in tre gruppi: test dell’integrità visiva (AVL, AVV, HRR), test dell’efficienza visiva (PPA, PPC, DEM test, TNO, Nsuco test, Cover/Uncover Test), test dell’elaborazione visiva (Beta Test, impugnatura della penna, modalità di scrittura). L’attenzione dei candidati si è focalizzata sui test inerenti al gruppo dell’integrità visiva e dell’elaborazione visiva. Confrontando i risultati dei test effettuati si sono riscontrate affinità. Nell’ultimo paragrafo si prendono in considerazione alcuni esercizi e accorgimenti finalizzati all’ottenimento di una miglior efficienza visiva. BAROFFIO MARIA CHIARA Titolo della tesi “Lettura e filtri colorati: scienza e pseudoscienza?”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. Tra i disturbi specifici dell’apprendimento (DSA), che interessano alcune abilità nell’apprendimento scolastico, l’abilità di lettura (dislessia), quella di scrittura (disgrafia e disortografia), e quella di calcolo (discalculia) la candidata si è rivolta all’analisi delle caratteristiche della dislessia e al possibile uso di filtri colorati per il suo trattamento, come indicato da Helen Irlen. Viene rivista buona parte della letteratura sull’argomento, per arrivare alla conclusione che una valutazione completa sulla materia è quantomeno difficile, essendo impossibile comprendere appieno il meccanismo di funzionamento dei filtri colorati. Peraltro a sostegno della teoria Irlen è possibile rinvenire una letteratura pressoché aneddotica e poco scientifica. Irlen ha costruito intorno a sé un vero e proprio muro di chiusura verso qualsiasi approccio di natura scientifica, forse conscia del fatto che alla base del suo metodo erano pochi i fondamenti solidi. Visti i risultati principalmente negativi o dubitativi nelle diverse ricerche, unite al fatto che i risultati positivi sono mostrati solo da ricerche dell’inventore Irlen e di un convinto sostenitore del metodo, e la mancanza di un chiaro meccanismo di azione, è molto più adeguato definire (ad oggi) l’utilizzo dei filtri colorati come pseudoscienza. DI GIROLAMO CIRO Titolo della tesi “Valutazione dei filtri colorati su un testi di lettura e soppressione”. Relatore: Alessio Pietro Facchin. Lo scopo di questo lavoro sperimentale è stato quello di indagare l'incidenza di filtri colorati durante la lettura di un testo, verificare se l'uso dei filtri colorati potesse migliorare l’efficienza. Durante uno screening visivo effettuato su 101 studenti appartenenti alla scuola primaria delle cinque classi elementari, sono stati scelti 76 studenti e suddivisi in due gruppi da 36 allineati tra ametropi ed emmetropi. Questi due gruppi sono stati i soggetti del lavoro sperimentale. L'indagine è stata effettuata utilizzando il test di valutazione della soppressione oculare. Sono stati tenuti in considerazione due fattori per determinare dei valori sui quali fare delle valutazioni: tempo di lettura e errori di lettura effettuati leggendo lo stesso testo prima senza filtro colorato e poi con filtro colorato. I risultati rivelano che l'uso di un filtro colorato durante la lettura sostanzialmente non migliora la capacità di lettura né in termini di tempo né in termini di errori lettura sillabe. Se per il gruppo degli ametropi il miglioramento risulta essere molto basso pari al 5,78%, assolutamente relativo e insignificante risulta essere per il gruppo emmetropi 0,96 %. Le criticità di questo lavoro possono essere: l'utilizzo dello stesso testo per la prima e seconda lettura, la vicinanza in termini di tempo dalla prima alla seconda lettura, la mancanza di un criterio scientifico per la scelta del colore del filtro. Il risultato dell’indagine porta alla conclusione che i filtri colorati non apportano nessun miglioramento durante la lettura di un testo. Aldilà di questo lavoro, ad oggi la comunità scientifica è molto scettica sulla bontà e validità dell'uso dei filtri colorati. Scetticismo che nasce soprattutto dalla mancanza di una base scientifica/fisiologica sulla quale poggiare la spiegazione dei benefici nell'usarli. VASSILI CHIARA Titolo della tesi “Utilizzo di un questionario psicometrico per la valutazione della qualità visiva dopo il trattamento”. Relatore: Laura Boccardo. Lo scopo del lavoro è quello di mettere in correlazione le aberrazioni indotte dal trattamento di ortocheratologia, studiate attraverso l’uso della topografia corneale, e la qualità soggettiva della visione, valutata mediante l’uso di questionari psicometrici. Lo studio è stato condotto su un campione di quindici pazienti (otto femmine e sette maschi) di età compresa fra gli 11 e i 29 anni (media 20 ± 9). Questi presentavano prima del trattamento un errore refrattivo sferico m...


Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Gennaio-Marzo 2016

...esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge lo scopo di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le tecniche patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria o sulla refrazione, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 17-18/01/2016; 14-15/02/2016; 13-14/03/2016 (Modulo del Corso Sinottico di Optometria Clinica) L’esame refrattivo analizzat...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Maggio-Luglio 2016

...esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso si prefigge di trasmettere le conoscenze, e costruire le competenze e le abilità di base, necessarie per eseguire al meglio la parte soggettiva della principale fra le procedure patrimonio dell’Optometria. Potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di optometria, ma che vogliano effettuare una sorta di check up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. Calendario incontri 29-30/05/2016; 12-13/06/2016; 03-04/07/2016 L’esame refrattivo analizzat...


Tesi optometria 31 marzo 2016

...urato esame in lampada a fessura che ha compreso anche la valutazione dello strato lipidico del film lacrimale mediante uso di un lipidoscopio. In seguito all’analisi dei dati sperimentali, non risulta alcuna evidenza che la presenza di particolari formazioni del Ferning sia correlabile a situazioni di ipertonia, fenomeni di allergizzazione o alterazioni dello strato lipidico del film lacrimale. CABRINI DAVIDE Titolo della tesi “Luce blu: quali effetti sull’occhio e sull’organismo umano”. Relatore: Boccardo Laura. La componente della luce nell’intervallo blu-violetto tra 390 e 500 nm è conosciuta come luce visibile ad alta energia (HEV). Le lunghezze d’onda comprese tra 390 e 440 nm sono considerate particolarmente critiche e sono ritenute tra le possibili cause della fotoretinite, la quale comporta danni alla retina dovuti a luce incidente ad alta energia. Secondo alcuni studi scientifici la luce ha un effetto biologico sul corpo umano, contribuendo tra l’altro a regolarne l’equilibrio ormonale. L’ormone melatonina svolge un ruolo importante nella regolazione del ciclo sonno/veglia; inoltre, l’energia luminosa necessaria per questo processo viene assorbita in larga misura dai nostri occhi. Un altro fattore chiave è un fotopigmento definito melanopsina, che, come è stato dimostrato, è il più attivo nella porzione ad onde corte dello spettro visibile. Ne consegue che anche la luce blu che raggiunge la retina è funzionale ad assicurare il nostro benessere psicologico. Oltretutto, la luce UV è coinvolta nella produzione di vitamine; ciò significa che lo stimolo luminoso esercita un’influenza importante persino sul nostro metabolismo. In sintesi, il nostro corpo necessita della luce blu. Una quantità eccessiva di luce nell’intervallo ultravioletto e blu-violetto può danneggiare l’occhio umano. Oltre a provocare infiammazioni della congiuntiva e della cornea, può anche causare danni al cristallino (cataratta) e, in particolare, alla retina (degenerazione maculare). Negli ultimi anni, le più importanti case produttrici di lenti oftalmiche si sono impegnate nell’introdurre nel mercato nuovi trattamenti antiriflesso in grado di lasciare passare la parte blu turchese della luce (benefica) bloccando la componente viola della radiazione (dannosa), eliminando i riflessi e aumentando i contrasti rendendo così meno faticose per gli occhi le lunghe ore passate davanti a pc, smartphone e tablet. CARELLI LIBERA Titolo della tesi “Protesi oculari. Analisi e valutazione delle competenze optometriche necessarie al lavoro dell’ottico-optometrista”. Relatore: Venturi Barbara. Scopo dell’elaborato di tesi “Protesi Oculari: Analisi e valutazione delle competenze optometriche necessarie al lavoro dell’Ottico-Optometrista” è stato di analizzare ed illustrare quali sono gli aspetti tecnico professionali (approccio optometrico comportamentale) che l’Ottico-Optometrista deve tenere presente nello svolgimento del suo lavoro con e per la persona portatrice di protesi oculare. Il paziente si trova, infatti, a dover affrontare un cambiamento che comporta difficoltà e necessità di riadattamento dal punto di vista visivo (perdita della visione binoculare e riduzione dell’ampiezza del campo visivo), quotidiano (necessità di protezione dell’occhio controlaterale) e dal punto di vista psicologico per la menomazione e la conseguente modifica dell’aspetto estetico. Situazioni, queste, per le quali il professionista deve dimostrarsi preparato al fine di poter offrire il miglior sostegno possibile. Dopo una breve illustrazione della protesica oculare relativamente ad aspetti tecnici (legati alla costruzione) ed alle possibili cause di porto, sono state esposte le conseguenze visive, posturali e psicologiche del porto di una protesi. L’esposizione è proseguita con l’esame dettagliato delle metodologie di esecuzione del lavoro optometrico (sempre previa necessaria visita oculistica), per quanto riguarda l’esame rifrattivo dell’occhio superstite, quando ametrope e/o presbite e/o malauguratamente ipovedente, con la scelta della tipologia di lenti e montature, allo scopo di approntare il giusto occhiale sia se necessario alla visione che per protezione (agenti atmosferici, corpi estranei e raggi UV nocivi), per finire con le possibilità di riabilitazione visivo/motoria, importanti per molteplici aspetti della vita quotidiana tra i quali il lavoro, la guida, lo sport. Una parte significativa è stata riservata alle possibilità medico-legali che si offrono alla persona, ponendo l’accento al diritto alla sovvenzione nell’acquisto della protesi oculare, alla non obbligatorietà di avere la pratica d’invalidità ed al diritto all’ottenimento della patente di guida. DI MICELI CLAUDIO Titolo della tesi “Era digitale e occhio secco: esiste una chiara relazione tra l’aumento di incidenza di occhio secco e i nuovi stili di vita?”. Relatore: Venturi Barbara. L'obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di capire se vi fosse una chiara relazione tra l'aumento della sindrome da occhio secco e i nuovi stili di vita, in particolare di capire se vi fosse stretta relazione tra tale fenomeno e l'uso prolungato di computer e nuove tecnologie digitali, ovvero per capire la relazione che intercorre tra il meccanismo dell'ammiccamento e l'occhio secco di tipo evaporativo con l'uso prolungato di videoterminali quali computer, tablet e smartphone. L'ammiccamento sembra avere un ruolo chiave sull'occhio secco ma anche il numero delle ore di lavoro, l'uso non corretto di lenti a contatto, la qualità dell'aria, i videosistemi, ambienti chiusi con aria condizionata, sono alla base del problema. Sembra che nessun test diagnostico sia in grado di distinguere in maniera affidabile gli individui sani da quelli affetti da occhio secco. Astenopia, abbagliamento e difficoltà accomodativa sono tutti aspetti della sindrome da visione al computer (CVS), e l’occhio secco sembra essere uno dei componenti principali dello sviluppo dei sintomi fastidiosi e discomfort in generale. FERRARI RACHELE, MATTEI MICHELA Titolo della tesi “Miopia: attività all’aria aperta e azione della vitamina D come fattori preventivi alla sua insorgenza e prevenzione”. Relatore: Parenti Luciano. L’elaborato si pone l’obbiettivo di capire, attraverso un'attenta analisi della letteratura, quali possano essere le cause dell'insorgenza e dello sviluppo della miopia, ma soprattutto quali possano essere i fattori preventivi per la stessa. La miopia, soprattutto negli ultimi decenni, è studiata con un'attenzione sempre crescente, in quanto la sua presenza risulta essere un problema di carattere socio-economico, con ripercussioni a breve e lungo termine. Nel lavoro sono stati rivisti, sulla base di una analisi della letteratura, quali sono i processi oculari legati alla miopia e come i fattori ambientali e genetici possano essere coinvolti nella sua comparsa e progressione. In particolare, è stato posto l’accento l'accento su due aspetti preventivi, che risultano essere di interesse sempre più ampio: gli effetti benefici dell'attività all'aria aperta e l'azione della vitamina D sul sistema oculare. Posto che scopo ultimo è quello di fornire indicazioni utili a garantire uno stato di benessere visivo fin dall'infanzia, i candidati hanno evidenziato quali possano essere le azioni che ogni optometrista potrà porre in essere al fine di limitare la progressione della miopia, attraverso un percorso mirato alla diagnosi precoce e al trattamento della stessa. GAIGA MARCO Titolo della tesi: “Applicazione di lenti a contatto rigide post trapianto corneale: descrizione di un caso clinico”. Relatore: Falleni Carlo; correlatore: Brambilla Davide. Lo scopo di questo case report è quello di evidenziare come l’applicazione di una lente a contatto rigida gas permeabile, normalmente valutata come prima scelta nell’applicazione di lenti a contatto post cheratoplastica, possa dare ottimi risultati sotto vari aspetti quali comfort e visus senza compromettere l’aspetto più importante, ovvero mantenere un quadro fisiologico inalterato. Nel caso specifico, a causa della posizione e della tensione dei punti di sutura, quindi della mancata corrispondenza tra l’innesto e la cornea ospite, si osserva un importante astigmatismo che ha trovato nell’applicazione della lente a contatto un buon risultato visivo, mantenendo inalterati gli altri aspetti. A causa della conformazione irregolare della cornea, un profilo oblato con una zona interna astigmatica, si è iniziato simulando al topografo l’applicazione della lente sui due meridiani principali, successivamente si è passati all’applicazione di una lente a contatto rigida gas-permeabile sferica per capire quale fosse l’appoggio. Poiché il risultato fluoroscopico non era soddisfacente, si è deciso di progettare una lente pilota a geometria inversa torica. Essendo migliorato il quadro fluoroscopio e l’appoggio, grazie appunto alla scelta di una geometria torica interna, si è continuata l’applicazione utilizzando la lente a contatto per osservare l’adattamento nel periodo seguente. La soluzione definitiva è risultata una lente bitorica con geometria inversa che consente di ottenere un fitting adeguato e di compensare l’ astigmatismo residuo misurato sulla lente a toro interno. La complessità costruttiva ha premiato l’impegno profuso in quanto ha consentito di ottenere un buon risultato visivo insieme a comfort e sicurezza. GUAETTA ANGELA Titolo della tesi “Vitamina D e progressione miopica”. Relatore: Boccardo Laura. L’insorgenza della miopia e la sua progressione è un problema di salute pubblica in tutto il mondo; sebbene l’esatta causa non sia ancora ben nota, sono state proposte diverse teorie per spiegare le possibili origini. Le miopie sono diverse da soggetto a soggetto e sono determinate da cause molteplici in cui giocano contemporaneamente fattori nutrizionali, genetici, ambientali, e stile di vita. Questa review riassume i possibili meccanismi biologici tra il tempo trascorso all’aria aperta e la miopia, dove l’esposizione regolare ai raggi solari permette al nostro corpo di attivare la produzione endogena di vitamina D, sopperendo al fabbisogno richiesto dal nostro organismo per un corretto funzionamento, e quindi aiuta a sviluppare una sorta di protezione verso l’insorgenza della miopia. I risultati più evidenti di alcune ricerche sono senza dubbio il fatto che nel confronto tra miopi e non miopi, i livelli di vitamina D risultano in misura sostanzialmente inferiore nei soggetti affetti dal difetto refrattivo rispetto ...

Tesi optometria 27 giugno 2016

...rrore refrattivo. Le variazioni del profilo corneale che ne conseguono e che sono evidenziabili attraverso topografia corneale, risultano efficaci per la correzione della miopia di valore basso e medio. Il lavoro è stato suddiviso in sei capitoli, nei primi dei quali si è trattato della storia dell’ortocheratologia, dei meccanismi di azione, dei protocolli operativi per l’efficacia e la sicurezza, del positivo effetto sul contenimento della miopia. Nell’ultimo capitolo sono stati presi in esame due ...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Marzo-Maggio 2017

...esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso potrà essere utile anche per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di specializzazione o aggiornamento, ma che vogliano effettuare una sorta di check-up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. L’esame refrattivo analizzat...

Tesi optometria 30 settembre 2016

...fetto refrattivo non corretto e tre bambini su dieci hanno mostrato una bassa acuità visiva. Circa un bambino su tre avrebbe quindi la necessità di una visita più approfondita da parte dello specialista e, presumibilmente, di una correzione ottica. L’analisi per le deviazioni foriche e tropiche ha evidenziato un 74% di ortoforia per lontano e un 72% di exoforia per vicino. Convergenza, stereoacuità e percezione dei colori sono generalmente risultati adeguati, mentre il PPA ha mostrato una percentuale significativa di valori non adeguati all’età. Lo screening visivo è stato, per la maggior parte dei bambini in esame, il primo...

Tesi optometria 12 dicembre 2016

...si in esame due test per la dominanza motoria e due test per la dominanza sensoriale. Materiali e metodi. Sono stati presi in esame 30 s...

Tesi optometria 31 marzo 2017

...di un esame della visione completo ed efficace in età evolutiva, un protocollo che vada oltre il solo esame della con...

Correzione Ottica, Efficienza visiva e Comfort
Vinci, Febbraio-Maggio 2018

...esame refrattivo corretto si potrà giungere ad una prescrizione efficace e confortevole o procedere alla realizzazione di correzioni particolari, come ad esempio quelle prismatiche, o ad un programma di training visivo. Il corso potrà essere utile ad ottici e optometristi, per fare un aggiornamento sul proprio bagaglio di conoscenze e di competenze professionali, e potrà dunque essere apprezzato anche da coloro che abbiano già frequentato corsi di specializzazione o aggiornamento, ma che vogliano effettuare una sorta di check-up sulle tecniche e sulle procedure optometriche che utilizzano abitualmente nella propria attività. L’esame refrattivo analizzat...

25/08/2017 - Un nuovo corso sulla disparità di fissazione e sulla prescrizione prismatica

...esame refrattivo binoculare e la prescrizione prismatica. Come e perché introdurre la disparità di fissazione nella misura della refrazione. IRSOO, Vinci (FI), 15-16 Ottobre e 19-20 Novembre 2017 Se dare una correzione ottica prevede non solo che faccia “vedere bene”, magari anche di più del comico limite imposto dei 10/10, ma anche che essa sia confortevole, allora è obbligatorio valutare la funzione “binocularità”. Proviamo a porci alcune domande sull’importanza della visione binoculare nella misura optometrica della vista. 1) Nella misura della vista devo sempre eseguire tecniche binoculari di verifica finale? 2) Non basta usare il test polarizzato o la dissociazione prismatica per la rifinitura della misura? 3) E’ così importante misurare la disparità di fissazione o la foria associata? 4) Non basta dunque misurare le forie come si fa tradizionalmente? 5) Quanto è importante misurare la stereopsi durante un esame refrattivo? 6) Perc...

Tesi optometria 6 Luglio 2017

...se in esame permettano un buon assorbimento della radiazione dannosa senza un’eccessiva modificazione della percezione cromatica. MALATTIA MATTEO Titolo della tesi: “Piggyback – Case Report”. Relatore: Salvatore Pintus/Giuseppe Migliori. Questi case report nascono da una esigenza comune. Entrambi i soggetti presi in esame sono affe...