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Tesi optometria 27 novembre 2015

...ti ad ortocheratologia. I pazienti avevano un'età compresa tra i 20 e i 23 anni, con un range di miopia da -0,75 a -4,25 D. Le aberrazioni e le abilità visive sono state determinate prima, dopo una settimana e dopo un mese di trattamento. Per valutare le abilità visive sono state misurate l'acuità visiva a basso contrasto, la sensibilità di lettura con il Pelli-Robson e l'abilità di lettura con le tavole di Radner. Mentre per le aberrazioni sono state misurate quelle oculari e quelle corneali. Risultati: Dopo un mese di trattamento la refrazione di tutti i pazienti ha subito una significativa diminuzione. Inoltre le aberrazioni totali e quelle di basso ordine sono diminuite, mentre le aberrazioni di alto ordine, coma e aberrazione sferica, sono aumentate. L'acuità visiva a basso contrasto e la sensibilità al contrasto sono diminuite. Mettendo in relazione l'aberrazione totale e l'acuità visiva a basso contrasto dopo un mese di trattamento otteniamo una correlazione significativa. Al contrario non otteniamo correlazione mettendo a confronto le aberrazioni totali e quelle di alto ordine con l'ammontare della miopia. L'abilità di lettura non varia in modo significativo dopo il trattamento. Conclusioni: Dopo il trattamento ortocheratologico, si osserva una lieve diminuzione di sensibilità al contrasto e acuità visiva a basso contrasto. Inoltre, nonostante si sia verificato un aumento delle aberrazioni di alto ordine, queste non hanno avuto un effetto negativo né sull'acuità visiva ad alto contrasto né sull'acuità visiva a basso contrasto e neppure sulle abilità di lettura. CALAMAI LAURA Titolo della tesi: “Valutazioni sulla differente percezione della stereopsi in rilievo e in profondità”. Relatore: Sostegni Paolo. Votazione conseguita: 110/110. Propositi. L'obiettivo di questo studio è stato quello di valutare l'eventuale presenza di una differente percezione tra stereospi in rilievo e in profondità in un medesimo soggetto, e calcolare se, da un punto di vista statistico, la differenza rilevata potesse considerarsi significativa. Si è inoltre verificato se ci fosse una relazione tra la grandezza e distribuzione dell'area di Panum e la miglior percezione in rilievo piuttosto che in profondità (o viceversa). Metodi. Il gruppo iniziale di soggetti analizzati era composto da 68 persone, di età compresa fra i 19 e i 29 anni, che avessero un'acuità visiva non inferiore ai 10/10 e visione binoculare normale. Ai soggetti selezionati venivano effettuati 8 test: ampiezza dell'area di Panum con due differenti versioni della corda di Brock, stereopsi locale (con il Butterfly stereotest) e globale (con il Titmuss Stereotest) in profondità e in rilievo, disparità di fissazione ed eventuale foria associata misurate con la Wesson Card. Risultati. Dei 59 soggetti finali risultati idonei allo studio, il 71% (42 soggetti) ha mostrato una differente percezione per quanto riguarda la stereopsi locale. Per la stereopsi globale al contrario, un solo soggetto ha indicato di non riconoscere la figura “in rilievo”, mentre è stata individuata senza difficoltà quella “in profondità”. Conclusioni. La differenza di percezione fra le due misure di stereopsi c'è, più evidente in alcuni soggetti e meno in altri. Con i test effettuati non siamo riusciti a trovare nessuna relazione tra la preferenza di stereopsi e l'organizzazione del sistema binoculare. CARLARINO SILVIA Titolo della tesi: “Lenti progressive: problematiche associate agli errori di montaggio e conseguenze sull’adattamento del portatore”. Relatore: Pintus Salvatore. Il gradimento e la soddisfazione dei propri clienti spesso rappresenta per il professionista l’unica modalità con cui valutare la qualità delle multifocali più avanzate. Il lavoro di tesi ha voluto porre l’attenzione su alcuni punti di interesse pratico al fine di rendere sempre più consapevole ed efficiente l’utilizzazione delle lenti progressive. Esse si evolvono con rapidità e divengono prodotti che nella loro filosofia dovrebbero avere un’accettabilità sempre più immediata; al contempo diminuiscono purtroppo le nostre possibilità di comprendere e differenziare i vari prodotti con precisa cognizione. Solo analizzando le idoneità visive e posturali del portatore ed approfondendo le complesse caratteristiche tecniche delle lenti attualmente prodotte, in caso di insuccesso, potremo renderci conto degli eventuali problemi che si sono verificati e poter così intervenire per assicurare un comfort immediato e durevole del portatore. CATALDI ELEONORA Titolo della tesi: “Valutazione della qualità della visione nei pazienti con ortocheratologia mediante questi...









31/01/2018 - La miopia in vetrina a Firenze

...sti a ortocheratologia. Scopo di questo lavoro, condotto con la collega Theodora Nikolaidou sotto la competente guida di Laura Boccardo, era di valutare la correlazione tra le aberrazioni indotte dal trattamento ortocheratologico e la qualità della visione. Quest’ultima è stata misurata mediante questionari psicometrici associati con la qualità della visione e la qualità della vita, il QoV (Quality of Vision) e il NEI RQL-42 (National Eye Institute Refractive Error Quality of Life Instrument). Per confrontare le aberrazioni corneali e le aberrometrie totali prima e dopo il trattamento, sono stati utilizzati il topografo Scheimpflug camera SIRIUS e l’aberrometro OSIRIS della CSO. Dopo un mese di ortocheratologia tutti i pazient...