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...ruppo Contattologia opera attiva...

Corso di Contattologia
Vinci, Febbraio-Maggio 2015

...della contattologia, dall’effettuazione delle indagini preliminari, all’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, all’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio prima e la verifica del corretto funzionamento delle lenti e della risposta oculare dopo, fino alla rimozione delle lenti e ai controlli da effettuare periodicamente. Con questa impostazione contiamo di dare la possibilità agli allievi di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati Lenti a contatto: Richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visu...


Corso di Contattologia
Vinci, Settembre-Dicembre 2015

...della contattologia, dall’effettuazione delle indagini preliminari, all’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, all’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio prima e la verifica del corretto funzionamento delle lenti e della risposta oculare dopo, fino alla rimozione delle lenti e ai controlli da effettuare periodicamente. Con questa impostazione contiamo di dare la possibilità agli allievi di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati Lenti a contatto: Richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visu...





2/11/2015 Da Monopoli a Vinci: il filo dell'optometria geriatrica...

...ti in Contattologia e Ottica e il Corso di Optometria Geriatrica dell’IRSOO: il filo dell’Optometria Geriatrica ha legato per due giorni le due località. Da Monopoli …… Ancora un successo di partecipazione per gli Aggiornamenti in Contattologia e Ottica org...

Corso di Contattologia
Vinci, Febbraio-Maggio 2016

...della contattologia, dall’effettuazione delle indagini preliminari, all’applicazione vera e propria della lente sull’occhio, all’utilizzo della strumentazione per la valutazione del segmento anteriore dell’occhio prima e la verifica del corretto funzionamento delle lenti e della risposta oculare dopo, fino alla rimozione delle lenti e ai controlli da effettuare periodicamente. Con questa impostazione contiamo di dare la possibilità agli allievi di allenarsi a costruire una serie di capacità e abilità di tipo “operativo”, che saranno loro di grande aiuto nella conduzione dell’applicazione nonché nella gestione del portatore e dei piccoli problemi quotidiani. Una parte importante trattata nel corso sarà anche la manutenzione delle lenti a contatto, l’istruzione del portatore e il controllo della compliance. Sintesi dei principali argomenti trattati Lenti a contatto: Richiami sulle nozioni di base di contattologia; ottica visu...


Tesi optometria 31 marzo 2016

...st in contattologia”. Relatore: Venturi Barbara. L’obiettivo di questo lavoro è quello di valutare i quadri emersi dal test di felcizzazione del muco della lacrima, comunemente denominato “Ferning Test”, effettuato su un campione di popolazione costituito essenzialmente da studenti, e confrontarli con i valori di un’ampia batteria di test, al fine di verificare se la presenza di alcune particolari formazioni del ferning possano essere correlate a determinate condizioni. Sono stati analizzati 20 soggetti, di cui 6 femmine e 14 maschi, di età compresa fra 20 e 59 anni, età media 27,3 anni per un totale di 40 occhi esaminati. Oltre al Ferning test a tutti è stata misurata l’osmolarità del film lacrimale insieme ad un accurato esame in lampada a fessura che ha compreso anche la valutazione dello strato lipidico del film lacrimale mediante uso di un lipidoscopio. In seguito all’analisi dei dati sperimentali, non risulta alcuna evidenza che la presenza di particolari formazioni del Ferning sia correlabile a situazioni di ipertonia, fenomeni di allergizzazione o alterazioni dello strato lipidico del film lacrimale. CABRINI DAVIDE Titolo della tesi “Luce blu: quali effetti sull’occhio e sull’organismo umano”. Relatore: Boccardo Laura. La componente della luce nell’intervallo blu-violetto tra 390 e 500 nm è conosciuta come luce visibile ad alta energia (HEV). Le lunghezze d’onda comprese tra 390 e 440 nm sono considerate particolarmente critiche e sono ritenute tra le possibili cause della fotoretinite, la quale comporta danni alla retina dovuti a luce incidente ad alta energia. Secondo alcuni studi scientifici la luce ha un effetto biologico sul corpo umano, contribuendo tra l’altro a regolarne l’equilibrio ormonale. L’ormone melatonina svolge un ruolo importante nella regolazione del ciclo sonno/veglia; inoltre, l’energia luminosa necessaria per questo processo viene assorbita in larga misura dai nostri occhi. Un altro fattore chiave è un fotopigmento definito melanopsina, che, come è stato dimostrato, è il più attivo nella porzione ad onde corte dello spettro visibile. Ne consegue che anche la luce blu che raggiunge la retina è funzionale ad assicurare il nostro benessere psicologico. Oltretutto, la luce UV è coinvolta nella produzione di vitamine; ciò significa che lo stimolo luminoso esercita un’influenza importante persino sul nostro metabolismo. In sintesi, il nostro corpo necessita della luce blu. Una quantità eccessiva di luce nell’intervallo ultravioletto e blu-violetto può danneggiare l’occhio umano. Oltre a provocare infiammazioni della congiuntiva e della cornea, può anche causare danni al cristallino (cataratta) e, in particolare, alla retina (degenerazione maculare). Negli ultimi anni, le più importanti case produttrici di lenti oftalmiche si sono impegnate nell’introdurre nel mercato nuovi trattamenti antiriflesso in grado di lasciare passare la parte blu turchese della luce (benefica) bloccando la componente viola della radiazione (dannosa), eliminando i riflessi e aumentando i contrasti rendendo così meno faticose per gli occhi le lunghe ore passate davanti a pc, smartphone e tablet. CARELLI LIBERA Titolo della tesi “Protesi oculari. Analisi e valutazione delle competenze optometriche necessarie al lavoro dell’ottico-optometrista”. Relatore: Venturi Barbara. Scopo dell’elaborato di tesi “Protesi Oculari: Analisi e valutazione delle competenze optometriche necessarie al lavoro dell’Ottico-Optometrista” è stato di analizzare ed illustrare quali sono gli aspetti tecnico professionali (approccio optometrico comportamentale) che l’Ottico-Optometrista deve tenere presente nello svolgimento del suo lavoro con e per la persona portatrice di protesi oculare. Il paziente si trova, infatti, a dover affrontare un cambiamento che comporta difficoltà e necessità di riadattamento dal punto di vista visivo (perdita della visione binoculare e riduzione dell’ampiezza del campo visivo), quotidiano (necessità di protezione dell’occhio controlaterale) e dal punto di vista psicologico per la menomazione e la conseguente modifica dell’aspetto estetico. Situazioni, queste, per le quali il professionista deve dimostrarsi preparato al fine di poter offrire il miglior sostegno possibile. Dopo una breve illustrazione della protesica oculare relativamente ad aspetti tecnici (legati alla costruzione) ed alle possibili cause di porto, sono state esposte le conseguenze visive, posturali e psicologiche del porto di una protesi. L’esposizione è proseguita con l’esame dettagliato delle metodologie di esecuzione del lavoro optometrico (sempre previa necessaria visita oculistica), per quanto riguarda l’esame rifrattivo dell’occhio superstite, quando ametrope e/o presbite e/o malauguratamente ipovedente, con la scelta della tipologia di lenti e montature, allo scopo di approntare il giusto occhiale sia se necessario alla visione che per protezione (agenti atmosferici, corpi estranei e raggi UV nocivi), per finire con le possibilità di riabilitazione visivo/motoria, importanti per molteplici aspetti della vita quotidiana tra i quali il lavoro, la guida, lo sport. Una parte significativa è stata riservata alle possibilità medico-legali che si offrono alla persona, ponendo l’accento al diritto alla sovvenzione nell’acquisto della protesi oculare, alla non obbligatorietà di avere la pratica d’invalidità ed al diritto all’ottenimento della patente di guida. DI MICELI CLAUDIO Titolo della tesi “Era digitale e occhio secco: esiste una chiara relazione tra l’aumento di incidenza di occhio secco e i nuovi stili di vita?”. Relatore: Venturi Barbara. L'obiettivo di questo lavoro di tesi è stato quello di capire se vi fosse una chiara relazione tra l'aumento della sindrome da occhio secco e i nuovi stili di vita, in particolare di capire se vi fosse stretta relazione tra tale fenomeno e l'uso prolungato di computer e nuove tecnologie digitali, ovvero per capire la relazione che intercorre tra il meccanismo dell'ammiccamento e l'occhio secco di tipo evaporativo con l'uso prolungato di videoterminali quali computer, tablet e smartphone. L'ammiccamento sembra avere un ruolo chiave sull'occhio secco ma anche il numero delle ore di lavoro, l'uso non corretto di lenti a contatto, la qualità dell'aria, i videosistemi, ambienti chiusi con aria condizionata, sono alla base del problema. Sembra che nessun test diagnostico sia in grado di distinguere in maniera affidabile gli individui sani da quelli affetti da occhio secco. Astenopia, abbagliamento e difficoltà accomodativa sono tutti aspetti della sindrome da visione al computer (CVS), e l’occhio secco sembra essere uno dei componenti principali dello sviluppo dei sintomi fastidiosi e discomfort in generale. FERRARI RACHELE, MATTEI MICHELA Titolo della tesi “Miopia: attività all’aria aperta e azione della vitamina D come fattori preventivi alla sua insorgenza e prevenzione”. Relatore: Parenti Luciano. L’elaborato si pone l’obbiettivo di capire, attraverso un'attenta analisi della letteratura, quali possano essere le cause dell'insorgenza e dello sviluppo della miopia, ma soprattutto quali possano essere i fattori preventivi per la stessa. La miopia, soprattutto negli ultimi decenni, è studiata con un'attenzione sempre crescente, in quanto la sua presenza risulta essere un problema di carattere socio-economico, con ripercussioni a breve e lungo termine. Nel lavoro sono stati rivisti, sulla base di una analisi della letteratura, quali sono i processi oculari legati alla miopia e come i fattori ambientali e genetici possano essere coinvolti nella sua comparsa e progressione. In particolare, è stato posto l’accento l'accento su due aspetti preventivi, che risultano essere di interesse sempre più ampio: gli effetti benefici dell'attività all'aria aperta e l'azione della vitamina D sul sistema oculare. Posto che scopo ultimo è quello di fornire indicazioni utili a garantire uno stato di benessere visivo fin dall'infanzia, i candidati hanno evidenziato quali possano essere le azioni che ogni optometrista potrà porre in essere al fine di limitare la progressione della miopia, attraverso un percorso mirato alla diagnosi precoce e al trattamento della stessa. GAIGA MARCO Titolo della tesi: “Applicazione di lenti a contatto rigide post trapianto corneale: descrizione di un caso clinico”. Relatore: Falleni Carlo; correlatore: Brambilla Davide. Lo scopo di questo case report è quello di evidenziare come l’applicazione di una lente a contatto rigida gas permeabile, normalmente valutata come prima scelta nell’applicazione di lenti a contatto post cheratoplastica, possa dare ottimi risultati sotto vari aspetti quali comfort e visus senza compromettere l’aspetto più importante, ovvero mantenere un quadro fisiologico inalterato. Nel caso specifico, a causa della posizione e della tensione dei punti di sutura, quindi della mancata corrispondenza tra l’innesto e la cornea ospite, si osserva un importante astigmatismo che ha trovato nell’applicazione della lente a contatto un buon risultato visivo, mantenendo inalterati gli altri aspetti. A causa della conformazione irregolare della cornea, un profilo oblato con una zona interna astigmatica, si è iniziato simulando al topografo l’applicazione della lente sui due meridiani principali, successivamente si è passati all’applicazione di una lente a contatto rigida gas-permeabile sferica per capire quale fosse l’appoggio. Poiché il risultato fluoroscopico non era soddisfacente, si è deciso di progettare una lente pilota a geometria inversa torica. Essendo migliorato il quadro fluoroscopio e l’appoggio, grazie appunto alla scelta di una geometria torica interna, si è continuata l’applicazione utilizzando la lente a contatto per osservare l’adattamento nel periodo seguente. La soluzione definitiva è risultata una lente bitorica con geometria inversa che consente di ottenere un fitting adeguato e di compensare l’ astigmatismo residuo misurato sulla lente a toro interno. La complessità costruttiva ha premiato l’impegno profuso in quanto ha consentito di ottenere un buon risultato visivo insieme a comfort e sicurezza. GUAETTA ANGELA Titolo della tesi “Vitamina D e progressione miopica”. Relatore: Boccardo Laura. L’insorgenza della miopia e la sua progressione è un problema di salute pubblica in tutto il mondo; sebbene l’esatta causa non sia ancora ben nota, sono state proposte diverse teorie per spiegare le possibili origini. Le miopie sono diverse da soggetto a soggetto e sono determinate da cause molteplici in cui giocano contemporaneamente fattori nutrizionali, genetici, ambientali, e stile di vita. Questa review riassume i possibili meccanismi biologici tra il tempo trascorso all’aria aperta e la miopia, dove l’esposizione regolare ai raggi solari permette al nostro corpo di attivare la produzione endogena di vitamina D, sopperendo al fabbisogno richiesto dal nostro organismo per un corretto funzionamento, e quindi aiuta a sviluppare una sorta di protezione verso l’insorgenza della miopia. I risultati più evidenti di alcune ricerche sono senza dubbio il fatto che nel confronto tra miopi e non miopi, i livelli di vitamina D risultano in misura sostanzialmente inferiore nei soggetti affetti dal difetto refrattivo rispetto coloro i quali non manifestavano il disturbo. E’ emerso inoltre che la concentrazione di vitamina D è più bassa nei maschi rispetto alle femmine, e si sono registrati valori inferiori anche negli individui provenienti dall’est asiatico rispetto a quelli di pari età appartenenti al ceppo europeo. LUCIANI ANDREA Titolo della tesi “Confronto tra misura oggettiva e soggettiva della refrazione oculare”. Relatore: Fossetti Alessandro. Scopo di questo studio è stato quello di confrontare e valutare statisticamente le misurazioni della refrazione oculare ottenute con auto refrattometro (MRI-3100 premium huvitz) con le misurazioni soggettive, secondo normale procedura, in una popolazione sana. Sono stati esaminati 114 occhi di 57 pazienti di età differenti in assenza di malattie sistemiche oculari. I soggetti sono tutti clienti di un centro ottico di Chieti e sono stati reclutati nel corso di controlli di routine. Sono stati presi in considerazione 3 elementi: refrazione abituale, refrazione oggettiva ottenuta con MRI-3100 premium huvitz e refrazione soggettiva eseguita secondo normale procedura. Tutte le misurazioni (sfera, cilindro, asse) sono state convertite in vettori di potenza. Per un'analisi statistica sono stati calcolati il test t di Student e l'indice di correlazione di Pearson. Sono stati raccolti inoltre dati di Acuità Visiva (AV), per ognuna delle tre correzioni. È stato infine chiesto ad ogni soggetto di stimare in una scala decimale da 1 a 10 il comfort delle correzioni proposte: le due trovate in sede sono state fatte portare (con occhiale di prova) per qualche minuto, mentre per la correzione abituale è stato fatto riferimento all’esperienza del paziente stesso. L'analisi dei vettori di potenza, seguita dal calcolo del test t di Student e l'indice di correlazione di Pearson, mostra come le due diverse misurazioni siano altamente correlate fra di loro. Tale risultato appare ben evidente dagli studi grafici che illustrano in maniera visiva la generale correlazione tra la misurazione della refrazione eseguita con l'autorefrattometro e la soggettiva. Purtuttavia l'analisi statistica eseguita evidenzia come lo strumento (autorefrattometro) abbia una generale tendenza a sovracorreggere i miopi mentre risulta abbastanza affidabile per le misure dell’astigmatismo. In conclusione, l'autorefrattometro MRI-3100 premium huvitz è un utile strumento di refrazione oggettiva che fornisce dati in maniera molto precisa; i risultati sicuramente non possono essere presi come definitivi ma posso essere ottimi punti di partenza per la refrazione soggettiva nella maggior parte dei pazienti, al fine di garantire il massimo confort visivo al paziente. PADERI MATTEO Titolo della tesi “Trattamento binoculare dell’ambliopia negli adulti con l’utilizzo domestico dell’iPod”. Relatore: Franceschi Edoardo. Sono stati analizzati alcuni studi riguardanti il trattamento dell’ambliopia con tecniche domestiche e in particolare uno studio che ha utilizzato un videogioco su piattaforma iPod. In studi precedenti è stato trovato che la soppressione può essere eliminata con trattamenti dicoptici anche nei pazienti adulti, dove immagini uguali ma con contrasti diversi venivano presentate ai due occhi. Questo netto miglioramento di performance non viene raggiunto usualmente occludendo l’occhio che vede meglio a favore dell’occhio ambliope, poiché in tal caso i progressi sono passeggeri e la visione binoculare non è spesso ripristinata. Nello studio in esame è stato utilizzato un comune videogioco, il Tetris, sulla piattaforma iPod Touch in versione anaglifica e in versione lenticolare, per trattare a casa propria e per la durata di un mese circa, 14 pazienti (6 con strabismo, 6 con anisometropia, 2 misti) tra i 13 e i 50 anni. Risultati: I pazienti che a casa hanno giocato almeno per 10-30 ore hanno mostrato simultaneamente un miglioramento dell’acuità visiva (0.11±0.08 logMAR) e della stereopsi (0.6±0.5 log) nell’occhio ambliope. Inoltre le versioni anaglifica e lenticolare si sono dimostrate ugualmente efficienti con differenze statisticamente non significative. Infine l’utilizzo dell’iPod ha favorito la compliance del paziente. Il trattamento domestico dell’ambliopia negli adulti con l’utilizzo di dispositivi mobili come l’iPod si è dimostrato efficace al pari del trattamento in clinica, e sicuramente migliore rispetto all’occlusione monoculare. RIVA FEDERICA Titolo della tesi “Ferning test oggi”. Relatore: Venturi Barbara. Il ferning test è un test di valutazione della lacrima impiegato da diversi anni in campo sia oftalmologico che contattologico. Da alcuni è considerato un indice qualitativo indiretto della stabilità del film lacrimale, con il quale è possibile valutare l’equilibrio tra le mucoproteine ed i sali disciolti nelle lacrime. Il test si basa sulla valutazione al microscopio del residuo di una goccia di lacrima lasciata asciugare su di un vetrino per microscopia a temperatura ambiente. In base alla tipologia di struttura di questo residuo, che talvolta assume una forma simile a chiome di albero oppure di rami di felce, si stabilisce la qualità e quantità della lacrima del soggetto indagato. Per realizzare il lavoro, la candidata è partita dalla ricerca di diverse pubblicazioni che negli anni hanno utilizzato il ferning test associandolo ad altri esami del film lacrimale, al fine di determinare la sua attendibilità nella diagnosi di occhio secco e nella valutazione della lacrima in contattologia. Dall’esame ...